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mercoledì 5 gennaio 2011

Licenziato il prof che in classe aveva ucciso un coniglio a martellate

Licenziato il prof che in classe aveva ucciso un coniglio a martellate


Nell'autunno del 2009 il prof. Rando dell'Itis Molinari di Milano aveva ucciso a martellate un coniglio nel corso di una lezione di anatomia. L'episodio era stato denunciato dal garante degli animali del comune di Milano alle autorità scolastiche e al ministero dell'istruzione. Il Prof licenziato: "Per difendere un animale si massacra un uomo".


Non è più consentito usare animali per le lezioni di anatomia, ciononostante il professor Rando dell'Itis Molinari di Milano aveva fatto una colletta per acquistare quattro conigli da vivisezionare. Uno dei quattro, però, quando è arrivato in classe era ancora vivo e così per ucciderlo è stato rincorso e preso a martellate dal professore in questione.

La vicenda non è rimasta chiusa all'interno delle mura dell'istituto ed è anzi giunta al garante degli animali del Comune di Milano che ha subito denunciato l'episodio alle autorità scolastiche. Da più parti sono arrivati commenti indignati e chi ha auspicato il licenziamento dell'insegnante ha ottenuto soddisfazione proprio in questi giorni: il provveditore Giuliana Pupazzoni ha notificato al preside dell'itis Molinari il licenziamento in tronco e questo lo ha trasmesso al Prof. Carlo Rando che ovviamente non l'ha presa bene: "Se per difendere un coniglio si massacra una persona, discutiamone. Saranno contenti gli animalisti che hanno fatto licenziare un professore dopo trent'anni di onesto lavoro. (...) farò ricorso al magistrato del lavoro, perché le azioni legali dell'ufficio scolastico provinciale arrivano fuori tempo e fuori regola" ha dichiarato il professore al Corriere della Sera.

Il professore, inoltre, insiste sul fatto che la lezione di anatomia era autorizzata e che non ha infranto alcun divieto: "La legge dice che, se necessario, questa pratica è consentita. E lo era, visto che si trattava di una lezione di biologia umana. In più la dissezione di animale morto - e ribadisco morto - era autorizzata dal consiglio di istituto".

http://www.studenti.it/superiori/scuola/li...-martellate.php

lunedì 19 aprile 2010

Corte dei Conti boccia laurea breve

ROMA - La laurea breve, percorso "specialistico" affiancato a quello della laurea tradizionale dalla riforma universitaria, è da bocciare. Lo sostiene la Corte dei Conti in un Referto sul sistema universitario appena pubblicato, motivando un giudizio tanto netto con una spiegazione semplicissima: la laurea breve "non ha prodotto i risultati attesi" né in termini di aumento dei laureati né in termini di miglioramento della qualità dell'offerta formativa.

In più, sostiene la magistratura contabile, la laurea breve ha generato un sistema incrementale di offerta "con un'eccessiva frammentazione e una moltiplicazione spesso non motivata dei corsi di studio". La Corte stima che dopo le riforme del 2004 e del 2007, solo dall'anno accademico 2008-2009, c'è stata un'inversione di tendenza.
Da segnalare poi "il rilevante fenomeno dell'incremento delle sedi decentrate e il peso via via crescente assunto dai professori a contratto esterni ai ruoli universitari".

Il sistema, prosegue la Corte, non ha migliorato la qualità dell'offerta formativa "anche in termini di più efficace spendibilità del titolo nell'ambito dello spazio comune europeo". Per la magistratura contabile, "gli effettivi sbocchi occupazionali che offrono i diversi corsi di laurea dovrebbero guidare l'andamento delle immatricolazioni e l'orientamento degli studenti verso le differenti tipologie di crisi".

da Repubblica.it


venerdì 16 aprile 2010

Usa, l'ordine di Obama agli ospedali "Riconoscere i partner dei gay"

WASHINGTON - Barack Obama ha ordinato agli ospedali americani di riconoscere i diritti delle coppie gay, permettendo al paziente di indicare il proprio partner come la persona che ha il diritto di visita e che dovrà prendere decisioni sulla sua salute. Con un ordine esecutivo il presidente americano ha così stabilito che il dipartimento della Sanità dovrà in questo modo proibire ogni discriminazione dei gay negli ospedali che ricevono sovvenzioni federali dove ora le coppie omosessuali avranno gli stessi diritti di quelle eterosessuali.

Le organizzazioni per i diritti dei gay, che da tempo lavoravano per ottenere questa misura, hanno esultato per l'ordine esecutivo di Obama che metterà fine alla pratica adottata dagli ospedali di impedire a chi non ha una relazione di parentela ufficiale con il malato di andarlo a trovare in caso di gravi patologie o di prendere decisioni in caso di pericolo di vita. "La discriminazione tocca ogni aspetto della vita delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e transgender, anche nei momenti di dolore e malattia, quando noi abbiamo maggiormente bisogno di avere chi ci ama accanto" ha dichiarato Joe Solomense, presidente di Human Rights Campaign.

"Ogni giorno, in tutta l'America, a pazienti viene negata la cura dei loro cari - si legge nell'ordine esecutivo di Obama - ai gay e le lesbiche americane viene spesso vietato di stare accanto a compagni di una vita, vietato di prendere decisioni in caso che il paziente non sia in grado di farlo". Il presidente ha voluto legare la sua decisione ad una "vera storia americana" telefonando a Janice Langbehn, una donna della Florida che non ha potuto stare accanto, insieme ai loro figli, fino alla fine alla compagna Lisa Pond, con cui aveva vissuto 18 anni, morta nel febbraio 2007 per aneurisma cerebrale. "Sono anni che ripeto che tenere la mano a qualcuno che sta morendo non è un diritto dei gay ma un diritto umano, ed ora il presidente mi chiama e mi dice che 'è d'accordo con me, è una cosa soprendente'" ha detto la donna dopo la conversazione con Obama.

Da Repubblica.it

giovedì 25 febbraio 2010

Femore rotto per Rita Levi Montalcini

ROMA - Rita Levi Montalcini, Nobel per la Medicina e senatore a vita è ricoverata in ospedale per una frattura al femore. A quanto si apprende, la frattura è stata la conseguenza di un incidente domestico e la ricercatrice, che ha compiuto 100 anni lo scorso aprile, è stata sottoposta a un intervento chirurgico che è riuscito perfettamente
Rita Levi Montalcini è ricoverata nell'ospedale romano Sant'Andrea. Lo confermano fonti del rettorato dell'università di Roma La Sapienza.

Adesso la professoressa è nella sua stanza e ha superato bene l'operazione, a quanto si apprende da fonti dell'ospedale Sant'Andrea. Nel corso dell'intervento, avvenuto in anestesia periferica, è stata applicata una protesi d'anca. Secondo fonti dell'azienda ospedaliera dell'università La Sapienza, Rita Levi Montalcini già domani potrà alzarsi e fare qualche passo dopo di che dovrà cominciare la fase di riabilitazione. Potrebbe essere dimessa dall'ospedale all'inizio della prossima settimana. Le fonti hanno ribadito che l'intervento è andato bene, ma che per l'età ragguardevole della paziente, sarà necessaria nei prossimi giorni grande attenzione per evitare eventuali complicanze.

Da Repubblica.it

Non vorrei essere nel fisioterapista... Che responsabilità!!!

domenica 21 febbraio 2010

Computer portatili agli studenti, ma la scuola li spiava in casa


Quella nota sul registro suonava strana: uno studente della Lower Marrion High School di Philadelphia veniva richiamato per i suoi "comportamenti inappropriati" non tra i banchi di scuola, ma nella sua cameretta, in casa. E come prova delle sue malefatte veniva fornita una foto dello studente scattata dalla webcam del computer portatile che la stessa scuola aveva fornito un anno fa all'alunno incriminato e a tutti gli altri suoi 1800 compagni di scuola. Era da allora che il distretto scolastico teneva sotto controllo gli allievi anche dentro le proprie case, attraverso un software di sicurezza che attivava in remoto la webcam dei laptop e consentiva di spiare le loro attività casalinghe.


Quello studente e i suoi genitori hanno ora aperto una class action contro la scuola per spionaggio, violazione delle leggi federali e del Quarto emendamento della Costituzione americana - quello che difende i cittadini dalle perquisizioni, gli arresti e le confische senza ragione. Ma, come riporta il
Financial Times, le contestazioni da parte dei genitori e dei loro avvocati potrebbero anche estendersi alla violazione delle norme sulla pornografia infantile, visto che l'occhio indiscreto dell'istituto scolastico avrebbe potuto riprendere gli studenti anche in situazioni intime. La difesa ufficiale della scuola è arrivata attraverso una lettera del sovrintendente Christopher McGinley, che ha spiegato che il sistema di monitoraggio era stato installato solo con le funzioni di "allarme", per localizzare i computer rotti o rubati, o che erano stati dati in prestito ad altre persone, senza l'autorizzazione del distretto scolastico.

La scuola di Philadelphia non è l'unica ad aver cercato di estendere fin dentro le case degli studenti i propri strumenti di controllo. La South Bronx di New York City ha fornito i computer dei suoi alunni di un software che permette di visualizzare a distanza tutto ciò che appare sul desktop dei loro computer. Una funzionalità che consente quindi di ritrasmettere anche il volto degli studenti, quello che fanno e quello che dicono in videochat, quando la webcam del computer viene avviata, e sullo schermo si apre la finestra del video. Due settimane fa nel programma televisivo della Pbs Digital Nation, il vicepreside della scuola, Dan Ackerman, ha mostrato come riusciva a usare quel programma proprio come lo specchio oscurato degli interrogatori, e vedere senza essere visto.

Da Repubblica.it

mercoledì 27 gennaio 2010

ERA MORTO PER INFARTO, SI RISVEGLIA NELLA BARA

ERA MORTO PER INFARTO, SI RISVEGLIA NELLA BARA

Un apicoltore polacco che era stato dichiarato morto e messo in una bara dopo un attacco di cuore è risultato poi ancora in vita.
Jozef Guzy, 76 anni, secondo il daily mail, ha collassato mentre lavorava a Katowice e un impresario delle pompe funebri lo ha portato via dopo che un medico lo aveva dichiarato morto.
il portavoce dei servizi regionali di Ambulanze ha detto : "il paziente non stava respirando, non aveva battito, il corpo era freddo : tutti segni di morte".

l'impresario delle pompe funebri stava praticamente per sigillare il copertio della bara quando la moglio di Jozef gli ha chiesto di riaprirla per potersi prendere l'orologio del marito per ricordo.
lui ha detto : " ho toccato l'arteria del collo e i sono reso conto che non era morto. ho controllato ancora e ho gridato :" c'è polso! ho fatto controllare a un amico il quale ha notato che l'uomo respirava ancora. dio, è stato un miracolo. ringrazio dio per non aver chiuso quel coperchio, sarebber stata una tragedia. qualcosa mi ha spinto a toccare il suo collo. sono felice che sia vivo.".
lo stesso dottore che aveva dichiarato morto Jozef è tornato confermando che l'uomo era vivo.
il morto-non morto ha poi affermato :"l'impresario mi ha salvato la vita. la prima cosa che farò quando uscirò dall'ospedale è regalargli un barattolo di miele".

lunedì 25 gennaio 2010

Napoli, incentivi per i rifiuti

Napoli, incentivi per i rifiuti
Ricariche telefono per la differenziata

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La prima municipalità di Napoli sceglie di educare i cittadini alla raccolta differenziata, ricaricando il telefonino di chi getterà i rifiuti negli appositi contenitori, distribuiti sul territorio del quartiere di Chiaia. L’idea, già messa in atto in altri Paesi europei e negli Usa, ha dato risultati incoraggianti. Per il momento il progetto riguarda solo la plastica.

Il quartiere di Chiaia fa quadrato attorno al tema dei rifiuti, introducendo un’idea non originalissima ma di sicura efficacia. In diversi punti strategici - spesso centri commerciali - sono state installate delle macchine compattatrici le quali, in cambio di rifiuti, rilasciano uno scontrino con un punteggio convertibile in ricariche telefoniche. Attualmente questa possibilità è estesa solo alla plastica ma si prevede a breve di estenderla anche al vetro e agli olii usati.

L’iniziativa porta con sé benefici anche estetici poiché l’istallazione di questi apparecchi può portare, sul lungo periodo, alla riduzione del numero dei vecchi cassonetti, poco estetici e maleodoranti. Nei Paesi scandinavi e in diversi Stati Usa un modello simile è introdotto da anni, alle persone che fanno la raccolta differenziata viene data una piccola somma di denaro – spesso sotto forma di buono acquisto – utilizzabile nel centro commerciale al quale hanno riconsegnato gli scarti di latta, vetro, plastica e anche batterie usate.

I promotori di questa iniziativa si augurano che sempre più centri commerciali aderiscano e che tutti i circondari partenopei introducano questo modello, oltre ad augurarsi che funga da esempio anche per altre città italiane.

giovedì 7 gennaio 2010

Frecciarossa, partenza lenta

Frecciarossa, partenza lenta
in ritardo il 70% dei convogli

di LORENZA PLEUTERI

TORINO - "Roma-Milano" in meno di tre ore, continua a promettere la martellante campagna pubblicitaria di Trenitalia. Ma gran parte dei Frecciarossa in corsa lungo la penisola, nella fase di avviamento della "rivoluzione" dell'alta velocità, non è stata all'altezza delle promesse e degli impegni. E non solo per colpa del maltempo. Lo raccontano i primi dati elaborati nell'ambito dell'inchiesta conoscitiva aperta a Torino, epicentro dei dissesti e delle proteste, dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello. Il magistrato di battaglia, sempre attento ai problemi dei consumatori e alle questioni legate alla sicurezza, ha dato alla Polfer il compito di raccogliere i dati relativi a un robusto campione di treni veloci, zoomando sui primi dieci giorni di servizio, prima di Natale.

Le corse in linea con le tabelle di marcia - la massima puntualità - sono state meno di una ventina, secondo il dossier nelle mani di Guariniello. Un centinaio degli oltre 400 Frecciarossa monitorati è approdato a destinazione con meno di 15 minuti di ritardo. Oltre 300 invece, stando sempre alla ricognizione fatta dai collaboratori del pm, hanno accumulato ritardi superiori al quarto d'ora. E, di questi, 50 hanno sforato i tempi di oltre 60 minuti, 30 hanno doppiato la boa delle due ore extra perse, si è arrivati a picchi di 5 ore abbondanti. E tutto è cominciato prima che neve e ghiaccio flagellassero la penisola, due giorni dopo l'inagurazione in pompa magna e in perfetto orario della linea Torino-Milano.

Trenitalia, nonostante i dati pesanti, continua a difendere le sue ragioni. Allungando il periodo-campione e spalmando le statistiche su un maggior numero di giorni, le percentuali si annacquano. E tuttavia tratteggiano un quadro del quale non c'è da andare fieri. Solo il 25 per cento dei treni fast in corsa dal 13 dicembre al 5 gennaio - dati resi noti ieri dall'azienda - è arrivato al capolinea con più di 15 minuti di ritardo. Altre centinaia di Frecciarossa non hanno centrato l'obiettivo puntualità per meno di un quarto d'ora, anche su tratte relativamente brevi. Ma secondo Trenitalia i ritardi dei treni sotto 15 minuti non sono considerati tali, "per consuetudine europea". E pazienza se centinaia di clienti hanno perso coincidenze o hanno mancato appuntamenti importanti. Anche per i treni superveloci c'è una sorta di "quarto d'ora accademico", ammesso, tollerato, escluso dal bilancio.


Numeri e non solo. Lo scopo dichiarato dell'indagine esplorativa di Guariniello - "il ritardo di per sé non ha rilievo penale", allo stato non ci sono indagati né ipotesi di reato - è quello di portare alla luce le cause degli stop e dei rallentamenti, per vedere che cosa c'è davvero dietro e lavorare di conseguenza. Per due ordini di ragioni. La sicurezza, e possibili correttivi. "Successe così - ricordano dallo staff del sostituto procuratore - anche con l'inchiesta sui ritardi areei: si individuarono le origini dei problemi, si studiarono e pianificarono soluzioni ad hoc". Ma fin qui le indicazioni avute da Trenitalia, nei prossimi giorni chiamata da Guariniello a dare risposte più approfondite, non sono state dettagliate. I motivi dei ritardi, minimi o stratosferici che siano, vengono raggruppati in quattro macro-famiglie. Cause interne, cioè inconvenienti tecnici. Cause esterne, sostanzialmente eventi meteorologici, suicidi, incidenti. Cause attribuibili al gestore della rete, Rsi. E cause che dipendono da altri operatori ferroviari, ad esempio la società svizzera Cisalpino o le concessionarie locali.

Dal quartiere generale di Mauro Moretti, l'amministratore delegato di Trenitalia, l'accento viene messo sul bicchiere mezzo pieno - la puntualità di tre quarti dei Frecciarossa o l'"accettabile" quarto d'ora di ritardo - e sulle difficoltà legate alla messa a regime della "rivoluzione alta velocità". Moretti da parte sua ribadisce la tesi già esposta a Repubblica il 18 dicembre scorso, nel pieno della crisi Frecciarossa. "Sono dei guai giovanili - spiegava l'a. d. - il nostro è un sistema così complesso che ha bisogno di rodaggio, di essere provato ora dopo ora, giorno dopo giorno e accompagnato da cure e attenzione dei nostri tecnici. Per fare ciò occorre del tempo: stiamo parlando di mille chilometri di rete ad alta velocità e 110 treni veloci al giorno". Aumentando l'offerta di treni del 40 per cento - aggiungono a Trenitalia - sono state anche inaugurate in contemporanea tre nuove linee Av. C'è stata poi l'introduzione dell'orario invernale. E infine ci si è messo il tempaccio. Con una coda di effetti collaterali. Non sono ancora stati rimessi in rete tutti locomotori fast mandati in manutenzione dopo l'ondata di gelo e i guasti elettrici provocati dalla basse temperature.

martedì 3 novembre 2009

«Via il crocefisso dalle scuole» Sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo

MILANO - «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in una nota annuncia che «il governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo». Se la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera (organo della Corte chiamato a pronunciarsi su un caso che solleva una grave questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei Protocolli, oppure un’importante questione di carattere generale). Qualora invece il ricorso non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano ha espresso «stupore e del rammarico» per una sentenza «miope e sbagliata». Netta la presa di posizione della Cei che boccia la sentenza parlando di «visione parziale e ideologica».

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».


mercoledì 28 ottobre 2009

Tre donne vogliono abortire, il primario urla "assassine"

Avevano deciso di abortire. Ma una volta all’ospedale, per gli accertamenti preliminari all’interruzione di gravidanza, il primario, obiettore di coscienza, le ha umiliate nel corridoio del reparto, davanti al personale e alle degenti. «Assassina, sta uccidendo suo figlio», ha urlato Leandro Aletti, responsabile di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Melzo e noto antiabortista, simpatizzante di Comunione e liberazione, a ciascuna delle tre donne, dai 27 ai 36 anni, che avevano scelto quella struttura pubblica per abortire.

L’aggressione verbale è riportata nella denuncia per ingiuria presentata al giudice di pace di Cassano d’Adda: «Il primario, noto antiabortista, ci ha insultate e diffamate - denunciano le donne - offendendo il nostro decoro e arrecandoci un danno morale». Dopo due rinvii, a dicembre si terrà l’udienza sul caso. Anche se entrambe le parti stanno cercando un accordo per evitare di arrivare al processo. Con il primario che, sebbene il suo avvocato Mario Brusa parli di un «fraintendimento tra le parti», sarebbe pronto a firmare una lettera di scuse e chiarimenti per archiviare l’accaduto. La direzione sanitaria ha già presentato le sue scuse.

Sotto accusa è anche la procedura che prevede di compilare la cartella clinica, preliminare all’aborto, in un atrio lungo la corsia del reparto. Pratica a cui nella struttura, si dice, si ricorre quando la sala visite è occupata, ma che in sostanza comporta la violazione della privacy delle donne. «Mentre iniziavamo il colloquio con il medico di turno venivamo accostate dal primario che ci aggrediva con insulti ad alta voce - si legge nel ricorso - così tutti i presenti venivano edotti della ragioni della nostra presenza nel reparto rendendo di pubblico dominio una scelta delicata e assolutamente personale».

Un episodio «lesivo della nostra dignità», tanto che una delle tre donne sarebbe stata anche identificata da una conoscente che passava di lì. «Le muove l’umiliazione subita in un momento delicato che nessuna donna affronta a cuor leggero», commenta l’avvocato delle denuncianti, Ilaria Scaccabarozzi. La direzione dell'ospedale di Melzo precisa che in tema di accoglienza a chi vuole abortire «la paziente viene sottoposta alla raccolta dei dati sanitari e di degenza all’interno degli spazi deputati come previsto dal regolamento sulla privacy».


mercoledì 14 ottobre 2009

Inedita Marge...


La matriarca della famiglia Simpson, Marge Simpson, comparirà nuda sulla copertina di novembre della rivista di Playboy.

Vent’anni di serie animata, la più seguita ed amata al mondo, una donna timorata di Dio, fedele, dolce, paziente e pudica, amata da tutti (specialmente da Flanders), diventa Sex Simbol!!

Il 16 ottobre, la burrosa Marge, uscirà in copertina comparendo per la prima volta come Playmate, di una delle riviste più amate al mondo.


Curiosi, maschietti del blog?

Io sì! :DD

lunedì 14 settembre 2009

Intrappolate, nelle fogne lanciano l’Sos su Facebook

Due ragazzine australiane hanno chiesto aiuto sul sito di social networking invece di chiamare i pompieri


Se durante una situazione di emergenza invece di chiamare il 113 aggiornate la vostra pagina di Facebook vuol dire che probabilmente avete meno di 15 anni. È quanto si deduce dalla vicenda di due ragazzine australiane che, rimaste intrappolate nelle fogne, hanno pensato bene di scrivere un messaggio sul popolare sito di social networking attraverso il proprio telefonino connesso a internet. L’idea di usare lo stesso cellulare per digitare 000 (il numero australiano di pubblica sicurezza) doveva essere roba da matusalemme, o forse semplicemente non sapevano neanche dell’esistenza di una simile possibilità.

AIUTO VIA FACEBOOK - Le due giovani – di 10 e 12 anni – dopo un’incursione serale nelle fogne di Adelaide (a quanto pare, un passatempo non del tutto inusuale tra i giovani del posto) non sono più riuscite a uscire e hanno inviato un messaggio sul loro profilo di Facebook. Fortunatamente un loro amico, connesso in quel momento, ha avvisato i vigili del fuoco, che hanno liberato le due avventate esploratrici. Ma gli stessi pompieri sono rimasti molto perplessi venendo a sapere la dinamica dell’Sos: «Se hanno potuto accedere a Facebook, avrebbero potuto telefonarci direttamente, e noi saremmo intervenuti più rapidamente», ha dichiarato su Abc uno dei soccorritori.

I DUBBI DEGLI ADULTI - E ora tutti a interrogarsi sulla motivazione dietro a un simile atto: ignoranza? Stupidaggine? Goliardia? O ci troviamo forse davanti a un’incomprensibile (almeno per gli adulti) mutazione antropologica? «Per questi giovani stare su Facebook è un’esperienza così pervasiva, è così integrata nelle loro vite che diventa la loro prima scelta se devono comunicare qualcosa a qualcuno», ha commentato Terry Flew, professore di media alla Queensland University of Technology. Se rimane però anche la loro unica opzione allora forse è davvero il caso di preoccuparsi.


Via Corriere.it

mercoledì 9 settembre 2009

Per la serie: "Ma cosa si fumano"...

"Sono stata rapita dagli alieni"
Il racconto della first lady giapponese


"Sono stata rapita dagli alieni, che mi hanno caricato su una navicella spaziale triangolare e mi hanno portato su Venere". A parlare così è Miyuki, la moglie del primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, che ha raccontato la sua esperienza "extraterrestre" in un suo libro. Il viaggio risale a una notte di 20 anni fa, e si svolse, secondo i ricordi della first lady, nell'arco di una notte.

"Mentre il mio corpo stava dormendo, credo che la mia anima sia stata caricata su un Ufo di forma triangolare che è partito per Venere - dice Miyuki - Era un gran bel posto, e molto verde". Quando questa avventura accadde, vent'anni fa, lei lo raccontò al suo marito di allora, che le rispose, accondiscendente, che probabilmente si trattava soltanto di un sogno. Ma lei è convinta che Yukio, il suo nuovo marito, l'uomo che è stato incaricato di far uscire il Giappone dalla profonda recessione in cui il Paese è caduto, avrebbe reagito in maniera diversa.

"Il mio attuale marito ha un differente modo di pensare - ha detto - Di sicuro avrebbe reagito con un 'Grandioso'".

D'altra parte Miyuki ha anche detto di aver conosciuto Tom Cruise nella sua vita precedente, quando lui era giapponese, e dice di non vedere l'ora di girare un film con lui. "Penso che accetterebbe se gli dicessi 'Da quanto tempo non ci vediamo', nel momento in cui ci incontreremo", ha detto in una recente intervista. Tutta la sua esperienza sul pianeta Venere è raccontata comunque nei minimi dettagli nel libro intitolato "Le cose molto strane che ho incontrato". Chi fosse interessato sa cosa cercare.

Via TgCom

sabato 11 luglio 2009

Sequestra ladro, tre giorni di sesso

Quasi un remake di "misery non deve morire" in salsa russa. Un incauto ladro che voleva svuotare la cassa di un salone di bellezza, ha passato tre giorni di paura, dopo che una giovane parrucchiera di Kaluga, Russia centrale, l'ha prima sequestrato e poi sottoposto ad alcune sevizie di tipo sessuale. Costringendolo ad assumere alcune pillole di Viagra, l'ha trasformato da ladro in sex toy. Un weekend davvero indimenticabile.

Il malvivente era entrato nel salone di bellezza armato di pistola, minacciando il personale e le clienti, affinché dessero tutto il loro denaro, gioelli e il contenuto della cassa. Una parrucchiera però, giovane e agguerrita, nonché esperta in arti marziali, l'ha messo ko e l'ha legato, dicendo di chiamare la polizia.

Cosa che, però, non ha fatto. Tutt'altro. Ha portato il suo "bambolotto" in una stanza e, all'insaputa di tutti, l'ha sottoposto a una maratona di sesso sfrrenato e piuttosto violento, al punto che l'uomo ha avuto il frenulo del pene reciso. "Ma quale violenza, l'ho trattato come un re, si è difesa la focosa parrucchiera". Entrambi sono stati denunciati. Ma non divideranno, pare, la stessa cella.


sabato 4 luglio 2009

The Ledge


"The Ledge" (il cornicione) così si chiama la nuova attrazione costruita sulla Sears Tower, uno dei grattacieli di Chicago più alti in tutto il mondo, offre da oggi ai propri visitatori una vista di solito riservata solo ai lavavetri e ai supereroi: chi si recherà sullo "Skydeck visitors" potrà camminare su delle passerelle trasparenti e guardare direttamente 103 piani sotto con la sensazione di essere sospeso nel vuoto.



La Sears Tower è alta 442 metri e ha in totale 108 piani. Quando ne fu completata la costruzione, nel 1973, divenne l’edificio più alto del mondo, superando le torri del World Trade Center di New York. Dopo aver detenuto il primato per oltre tre decenni, oggi si deve accontentare del quarto posto nella classifica.

giovedì 25 giugno 2009

DOPO 8 ANNI DI MATRIMONIO SCOPRONO CHE BISOGNA FARE SESSO PER AVERE FIGLI

Una coppia di coniugi tedeschi si è presentata in una clinica per la fertilità dato che, dopo otto anni di matrimonio, non avevano ancora avuto figli, e non riuscivano a capire perché. Gli esami però non hanno evidenziato alcun problema fisico in nessuno dei due coniugi. Grande è stato lo stupore del medico quando alla domanda “Quanto spesso fate sesso?”, la coppia (36 anni lui, 30 lei) lo ha guardato interrogativa e gli ha chiesto: “cosa intende esattamente?”.

È emerso che la coppia è cresciuta in un ambiente ultra-religioso, e nessuno aveva mai spiegato loro come nascono i bambini. I medici sottolineano: “Non stiamo parlando di persone mentalmente ritardate, ma di persone che dopo anni di matrimonio non erano consapevoli dei requisiti fisici per procreare”.
La coppia è stata messa in cura presso un terapista sessuale. Inoltre la clinica ha avviato una ricerca per scoprire se vi siano altre coppie nelle stesse condizioni.


domenica 31 maggio 2009

«Via la bigliettaia con il velo». E a Venaria lo indossano tutti

Ieri i ragazzi della biglietteria, le guide, gli addetti alla sicurezza — insomma tutto il personale della Reggia di Venaria — si sono presentati al lavoro indossando veli e kefiah. Una protesta e, allo stesso tempo, una manifestazione di solidarietà per una loro collega marocchina, Yamna Amellal, di 35 anni. Il perché dell'iniziativa lo spiega Michele Francabandiera, 29 anni e da cinque uno di responsabili alla reception del castello sabaudo: «Yamna è con noi dal 2007, sempre dietro lo sportello, e fa bene il suo lavoro. Ma il fatto che sia musulmana e indossi il velo ha provocato delle proteste da parte dei turisti».

Un susseguirsi di episodi imbarazzanti e, venerdì scorso, una lettera anonima pubblicata sulla Stampa: «Mi sono presentata alla biglietteria della Reggia di Venaria, storica residenza di Casa Savoia e mi ha colpito non poco notare — ha scritto una visitatrice torinese — che fosse presidiata da due donne islamiche, una addirittura con il velo in testa. Non sarebbe più corretto che il personale indossasse abiti d'epoca dei Savoia? Quella presenza, invece, era decontestualizzata, fuori posto».

La risposta del direttore della Reggia, Alberto Vanelli, è stata decisa ma articolata: «Io non ci trovo nulla di male, l'integrazione passa anche attraverso queste cose. Però confesso che, la prima volta che l'ho vista, ho avuto un attimo di perplessità. Già in passato ci è stato fatto notare che sarebbe stato più opportuno avere personale con profonde conoscenze della storia sabauda, ma l'assunzione è avvenuta tramite il Collocamento e una cooperativa di servizi».
Una guida, Sabrina Soccol, 28 anni, aggiunge: «La donna che ha scritto la lettera non si è neppure accorta che l'altra ragazza da lei indicata come islamica è invece italiana, calabrese...». A gettare acqua sul fuoco, il presidente del consorzio che amministra la Reggia, l'ex direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce: «L'opinione della signora, espressa in toni pacati e non oltranzisti, è da rispettare. Allo stesso modo la manifestazione dei colleghi della ragazza marocchina è stata altrettanto legittima e civile. Insomma, non siamo di fronte a un episodio di razzismo come quando l'intera curva di uno stadio insulta Balotelli». A storcere il naso, però, non è stata solo l'anonima lettrice. I colleghi della ragazza marocchina raccontano di episodi di razzismo («Torna a casa tua»; «Quel velo è una provocazione, sono tutti terroristi») e proteste quotidiane: «Spesso capita che qualcuno, per non acquistare il biglietto da Yamna, cambi fila — confida Sabrina Soccol —. E io, che accompagno i gruppi in visita, lo sento: c'è sempre chi commenta negativamente». Ieri, dunque, la protesta. In biglietteria, le colleghe di Yamna si sono presentate con un velo sul capo, i colleghi hanno indossato la kefiah. Ma i gesti di solidarietà hanno contagiato anche agli altri dipendenti (70 persone) delle due cooperative (la Copat e la Rear) che gestiscono i servizi turistici nel castello. «Noi hostess — dice Michela — abbiamo una divisa che prevede un foulard al collo: ce lo siamo messo tutte in testa». Alla Reggia si è visto il vicesindaco della città, Salvino Ippolito: «Non possiamo discriminare nessuno per motivi religiosi e inoltre la ragazza fa bene il suo lavoro». Lei, Yamna Amellal, sposata con un pakistano, originaria di Khenifra in Marocco, vive a Torino da 5 anni e, per tutta la giornata, è sempre rimasta seduta al suo posto, a staccare biglietti: «A queste cose io quasi non ci faccio più caso, ci sono i miei colleghi a difendermi, è quasi come stare in famiglia. Lavoriamo in un bellissimo luogo e crediamo nella libertà e nella tolleranza. Togliermi il velo? Non ci penso proprio, rappresenta la mia fede. E io sono islamica qui come in qualunque altro posto».


Da Corriere.it

venerdì 22 maggio 2009

Attore 33enne arrestato per stupro

MILANO - Si chiama Alessio Saro, ma in arte è «Billy Ballo» e «Neuron», personaggi comici apparsi in vari programmi di Mediaset e AllMusic. È stato arrestato venerdì mattina a Milano con un'accusa molto grave: violenza sessuale su una ragazzina minore di 14 anni, conosciuta su Internet tramite il social network Facebook. L'attore avrebbe approfittato del suo fascino e della sua notorietà per circuire la ragazzina e convincerla a dire bugie ai genitori, per poter fare di lei ciò che voleva. Gli agenti della Squadra Mobile di Milano lo hanno arrestato nel suo appartamento a Sesto San Giovanni (Milano), dove vive da solo.

LO STUPRO - Proprio in quell'appartamento è avvenuta anche la violenza sessuale, la notte tra il 6 e il 7 aprile scorso. La ragazzina, invaghita dell'attore, ha accettato il rapporto, ma per legge si tratta comunque di violenza sessuale , perché la minore non aveva raggiunto la cosiddetta «età del consenso» (14 anni).

Per il resto dell'articolo Corriere.it, VideoCorriere.it

giovedì 21 maggio 2009

Tremate... arriva la Notte Griffin

La TV li ha sospesi per colpa di un bel 7 in condotta. Se lo sono beccato tutti e sei i membri della famiglia più politically uncorrect d'America. Da Peter, il capofamiglia irresponsabile, al poppante indisponente, al cane intellettuale e irriverente... Per fortuna, però, il bel quadretto stelle e strisce che dissacra la tipica famiglia americana non si è mai lasciata intimidire dalle critiche dei benpensanti e continua a comportarsi nel peggiore dei modi, dando vita ad una delle serie più esilaranti del panorama televisivo mondiale.

Se anche te sei un fan de I Griffin forse saprai già che oggi esce il cofanetto composto da 3 DVD contenente tutti i 18 episodi della Stagione 6. Ma forse non sai che se il 26 maggio passi da Milano, e precisamente da Via Savona 57, potrai entrare al Cinema Mexico e goderti una Notte Griffin. Verranno proiettati degli episodi mai visti in TV e chi si presenterà con il cofanetto della Stagione 6 riceverà un DVD in omaggio: "La storia segreta di Stewie Griffin".

In quest’esclusivo DVD inedito, Stewie, il piccolo e maniacale genietto della famiglia Griffin, viene distolto dai suoi piani per la dominazione del mondo quando, alla televisione, vede un uomo identico a lui. Convinto che quell’uomo sia il suo vero padre (e chi del resto potrebbe mai credere che Stewie condivida lo stesso materiale genetico di quell’idiota di Peter?!), il piccolo grande Stewie organizza una spedizione attraverso il paese per incontrarlo. Ma quest’incredibile viaggio lo porterà a fare scoperte molto più orrende e abominevoli di quante ne abbia mai fatte indagando nel proprio pannolino…

L'ingresso al cinema è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Lo spettacolo inizierà alle 20.30.

La serie, creata da Seth MacFarlane nel 1999, compie quest'anno dieci anni. Chissà che dopo la Notte Griffin - The Family Guy (questo il titolo originale della serie) non sbarchi davvero al cinema con un lungometraggio, proprio come fecero i Simpson per celebrare il loro ventennale.

Nel frattempo, intanto, in America tutto sembra essere pronto per il lancio dello spin off di Griffin The Cleveland Show che dovrebbe avvenire in autunno.

Nato anch’esso dallo stesso creatore dei Griffin, la serie punterà i riflettori sul personaggio di colore della serie madre Cleveland Brown: noioso, monotono, lasciato dalla moglie Loretta - che lo tradiva col suo amico sessuomane Quagmire - e con un figlio a cui pensare. Nella puntata pilota della nuova serie decide di traslocare per buttarsi in una nuova storia d’amore, con un'amica di vecchia data. Donna, questo il suo nome, aveva rifiutato le avances di Cleveland per un altro uomo, promettendogli che se non avesse funzionato con lui, gli avrebbe dato una possibilità. Questa possibilità arriva quando Donna viene abbandonata dal marito: Cleveland non se lo fa ripetere due volte e parte alla volta di Stoolbend, in Virginia, dove Donna vive con i suoi figli, la sedicenne Roberta e Rollo, di 5 anni, che ha già una passione spiccata per le donne e che sembra l'evoluzione del piccolo Stewie.

Mentre ad inizio 2010 sembra ormai certa l'uscita del DVD del secondo episodio della parodia di Star Wars de I Griffin dal titolo, Something something something Dark Side.

giovedì 7 maggio 2009

Carrozze metro solo per milanesi

Milano, la proposta della Lega

"Carrozze metro solo per milanesi"



MILANO - Una volta c'erano i posti riservati alle donne, agli anziani o agli invalidi. Ora il deputato della Lega Matteo Salvini propone le carrozze della metropolitana "per soli milanesi". Il capogruppo del Carroccio nel comune di Milano sceglie piazza della Scala e la presentazione dei candidati milanesi della Lega per lanciare la sua provocazione. Lo dice da leghista convinto e "da milanese che prende il tram".

"Meglio vagoni solo per extracomunitari". Convinta, appoggia l'iniziativa anche una candidata al consiglio provinciale, Raffaella Piccinni, compagna di partito del deputato leghista. Stesso principio di apartheid ma con una sfumatura leggermente diversa. Se il deputato distinge tra "milanesi" e altri, lei tra italiani ed stranieri. Per la Piccinni meglio sarebbe riservare "vagoni solo per extracomunitari". "Ci sarebbe più sicurezza", assicura.

Le critiche.
Le provocazioni dei politici leghisti non hanno tardato a sollevare apre critiche da entrambi gli schieramenti. Il primo a censurare l'idea è stato un politico della stessa coalizione di Salvini, Aldo Brandirali del Pdl: "L'unico modo per applicare la proposta del deputato è mettere stelle sul petto, di diversi colori, a seconda della razza". Gli ha fatto eco il segretario del Pd Dario Franceschini, imperativo contro il collega: "La proposta dei posti a sedere solo ai milanesi conferma l'atteggiamento razzista della maggioranza. E' successo già una volta nella storia, 50 anni fa, negli Stati Uniti, Rosa Parks, donna nera, si rifiutò di alzarsi da uno dei posti dell'autobus riservati ai bianchi. Da quell'episodio partì la lotta di Martin Luther King". Anche il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi non concede attenuanti al deputato leghista: "E' una proposta vergognosa e razzista, un'indecenza. Ricorda la segregazione razziale, alimenta la xenofobia ed il degrado culturale del nostro Paese".

La marcia indietro. Dinanzi al muro di condanne che le sue parole hanno sollevato, Matteo Salvini si è affrettato a fare marcia indietro: "La mia proposta sarà valida fra dieci anni se la sicurezza nei trasporti pubblici meneghini non cambierà". E poi ha precisato: "I posti saranno riservati ai milanesi sì, ma di qualsiasi razza e colore. Chi mi critica non ha mai preso certe linee a rischio. Lo faccia, e cambierà idea".






Da Repubblica.it


Ps: le immagini le ho aggiunte io, come sempre, per rendere l'idea...