
martedì 1 dicembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Non potete mancare alla “Festa del Castello”, domenica prossima a Milano!!!
L’evento, voluto dal comune meneghino, prevede una grande area gioco, con circa 30 tavoli LEGO e decine di migliaia di mattoncini di svariati colori e dimensioni. “I bambini - si legge in una nota stampa - potranno pertanto liberare la loro creatività, realizzando creazioni secondo quanto dettato dalla loro fantasia e immaginazione”. Perché solo i bambini? Ci sentiamo discriminati! Ecco!
In più sarà messo a disposizione un grande fondale che raffigurerà uno sfondo di prato e cielo e sarà realizzato con ben 68 piattaforme sulle quali i bambini (e gli adulti, si spera…) potranno costruire qualsiasi figura vogliano in tema con la giornata dedicata al castello: fiori, animali, castelli e personaggi vari.
E se proprio per voi fan di Lego, ma over 10 anni, sarà impossibile giocare con i mattoncini, potrete sempre visitare la mostra di creazioni Lego a grandezza naturale, naturalmente a tema “castello”.

Via Gizmondo.it
martedì 3 novembre 2009
«Via il crocefisso dalle scuole» Sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo
LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
mercoledì 28 ottobre 2009
Tre donne vogliono abortire, il primario urla "assassine"
L’aggressione verbale è riportata nella denuncia per ingiuria presentata al giudice di pace di Cassano d’Adda: «Il primario, noto antiabortista, ci ha insultate e diffamate - denunciano le donne - offendendo il nostro decoro e arrecandoci un danno morale». Dopo due rinvii, a dicembre si terrà l’udienza sul caso. Anche se entrambe le parti stanno cercando un accordo per evitare di arrivare al processo. Con il primario che, sebbene il suo avvocato Mario Brusa parli di un «fraintendimento tra le parti», sarebbe pronto a firmare una lettera di scuse e chiarimenti per archiviare l’accaduto. La direzione sanitaria ha già presentato le sue scuse.
Sotto accusa è anche la procedura che prevede di compilare la cartella clinica, preliminare all’aborto, in un atrio lungo la corsia del reparto. Pratica a cui nella struttura, si dice, si ricorre quando la sala visite è occupata, ma che in sostanza comporta la violazione della privacy delle donne. «Mentre iniziavamo il colloquio con il medico di turno venivamo accostate dal primario che ci aggrediva con insulti ad alta voce - si legge nel ricorso - così tutti i presenti venivano edotti della ragioni della nostra presenza nel reparto rendendo di pubblico dominio una scelta delicata e assolutamente personale».
Un episodio «lesivo della nostra dignità», tanto che una delle tre donne sarebbe stata anche identificata da una conoscente che passava di lì. «Le muove l’umiliazione subita in un momento delicato che nessuna donna affronta a cuor leggero», commenta l’avvocato delle denuncianti, Ilaria Scaccabarozzi. La direzione dell'ospedale di Melzo precisa che in tema di accoglienza a chi vuole abortire «la paziente viene sottoposta alla raccolta dei dati sanitari e di degenza all’interno degli spazi deputati come previsto dal regolamento sulla privacy».
lunedì 26 ottobre 2009
domenica 18 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
Intervista tripla delle Iene
Voi che ne pensate? Andrete a votare alle primarie il 25? E sapete già chi votare?
Inedita Marge...

La matriarca della famiglia Simpson, Marge Simpson, comparirà nuda sulla copertina di novembre della rivista di Playboy.
Vent’anni di serie animata, la più seguita ed amata al mondo, una donna timorata di Dio, fedele, dolce, paziente e pudica, amata da tutti (specialmente da Flanders), diventa Sex Simbol!!
Il 16 ottobre, la burrosa Marge, uscirà in copertina comparendo per la prima volta come Playmate, di una delle riviste più amate al mondo.
Curiosi, maschietti del blog?
Io sì! :DD
lunedì 12 ottobre 2009
Festa del Teatro Milano 2009
Tanti spettacoli e tanti eventi.
Visitate il sito: www.attosecondonoi.altervista.org
La rubrica teatrale milanese sempre aggiornata e che offre a tutti una proposta di programmi e percorsi teatrali e non solo, pensati per diversi tipi di pubblico, con diversi interessi e budget.
Buona consultazione a tutti.
domenica 11 ottobre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
Più alto che educato...

«REAGIRE DAVVERO» - La stessa Bindi, interpellata in mattinata da Radio Popolare, ha poi voluto precisare che «ho reagito non per difendere me dalle offese di Berlusconi che non mi sfiorano minimamente, mi sono sentita di reagire perché penso di doverlo fare in nome di tutte le donne». «Questo Presidente del Consiglio- ha aggiunto - ha una concezione strumentale delle donne, veicola messaggi pericolosi a questo Paese ed è arrivato il momento che le donne reagiscano davvero».
IL PRECEDENTE - Lo stesso Berlusconi, in ogni caso, aveva già avuto modo in passato di usare parole praticamente simili nei confronti della Bindi. Era l'8 aprile 2003 e il Cavaliere era andato a Brescia per sostenere la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi. Parlando della giovane esponente di An, il premier aveva spiegato che nei suoi occhi «si legge tutta la passione politica necessaria in questa sfida. È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi». Ma quell'intervento divenne più famoso per un'altra (involontaria?) gaffe dell'allora leader della Cdl: chiudendo il suo intervento incoraggiò infatti la portacolori del centrodestra con un equivocabile: «Forza Viviana, fagliela vedere!».

«PIÙ ALTO CHE EDUCATO» - All'indomani del battibecco negli studi di Bruno Vespa, il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, ha telefonato a Rosy Bindi per esprimere alla vicepresidente della Camera la sua solidarietà per le «offese volgari e maleducate» a lei rivolte dal presidente del Consiglio. Anche Giovanna Melandri, responsabile Cultura del Pd, in una nota ha preso le difese di Rosy Bindi: «Berlusconi ha fatto gravissime affermazioni nei confronti delle istituzioni, attaccando il presidente della Repubblica e la magistratura. Altrettanto indegna è stata la frase con cui ha apostrofato Rosy Bindi: in queste offensive parole c'è tutto il 'Berlusconi-pensiero' nei confronti delle donne: l'idea che la donna non abbia il diritto di prendere la parola se non per compiacere l'ego smisurato del sultano di Arcore. Il presidente del Consiglio ha dimostrato di essere più alto che educato». «Credo che le parole che Berlusconi ha pronunciato nei confronti di Rosy Bindi si commentino da sole nella loro profonda volgarità - ha aggiunto Anna Finocchiaro, presidente del Pd al Senato - e credo anche che una dirigente politica come Rosy non abbia certo bisogno di essere difesa. Rosy non è certamente a disposizione del Presidente del Consiglio, ma per fortuna è a disposizione e al servizio delle donne, del Pd e della democrazia del nostro Paese».
«C'E' CONCITAZIONE, PUO' SUCCEDERE» - Un tentativo di smorzare i toni arriva da Paolo Bonaiuti, sottosegretario della presidenza del Consiglio e portavoce di Berlusconi, in un intervento a Radio 2: «Questi sono momenti di estrema concitazione, questo può succedere. Una cosa sono i momenti asprezza politica, altra i momenti di vita normale». In precedenza, però, Bonaiuti aveva detto: «È sempre la solita storia del cane cattivo, prima lo attaccano, lui si difende. Evidentemente una difesa da una serie di attacchi mediatici che vanno avanti da mesi e mesi».
Da Corriere.it
martedì 29 settembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
martedì 22 settembre 2009
domenica 20 settembre 2009
venerdì 18 settembre 2009
mercoledì 16 settembre 2009
lunedì 14 settembre 2009
Intrappolate, nelle fogne lanciano l’Sos su Facebook
Due ragazzine australiane hanno chiesto aiuto sul sito di social networking invece di chiamare i pompieri
Se durante una situazione di emergenza invece di chiamare il 113 aggiornate la vostra pagina di Facebook vuol dire che probabilmente avete meno di 15 anni. È quanto si deduce dalla vicenda di due ragazzine australiane che, rimaste intrappolate nelle fogne, hanno pensato bene di scrivere un messaggio sul popolare sito di social networking attraverso il proprio telefonino connesso a internet. L’idea di usare lo stesso cellulare per digitare 000 (il numero australiano di pubblica sicurezza) doveva essere roba da matusalemme, o forse semplicemente non sapevano neanche dell’esistenza di una simile possibilità.
AIUTO VIA FACEBOOK - Le due giovani – di 10 e 12 anni – dopo un’incursione serale nelle fogne di Adelaide (a quanto pare, un passatempo non del tutto inusuale tra i giovani del posto) non sono più riuscite a uscire e hanno inviato un messaggio sul loro profilo di Facebook. Fortunatamente un loro amico, connesso in quel momento, ha avvisato i vigili del fuoco, che hanno liberato le due avventate esploratrici. Ma gli stessi pompieri sono rimasti molto perplessi venendo a sapere la dinamica dell’Sos: «Se hanno potuto accedere a Facebook, avrebbero potuto telefonarci direttamente, e noi saremmo intervenuti più rapidamente», ha dichiarato su Abc uno dei soccorritori.
I DUBBI DEGLI ADULTI - E ora tutti a interrogarsi sulla motivazione dietro a un simile atto: ignoranza? Stupidaggine? Goliardia? O ci troviamo forse davanti a un’incomprensibile (almeno per gli adulti) mutazione antropologica? «Per questi giovani stare su Facebook è un’esperienza così pervasiva, è così integrata nelle loro vite che diventa la loro prima scelta se devono comunicare qualcosa a qualcuno», ha commentato Terry Flew, professore di media alla Queensland University of Technology. Se rimane però anche la loro unica opzione allora forse è davvero il caso di preoccuparsi.
Via Corriere.it














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